LelioSwing 50 anni di storia italiana

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LelioSwing 50 anni di storia italiana

7 novembre 2013 – 2 febbraio 2014

Mercati di Traiano
Via IV Novembre, 94 00187 Roma
telefono: 06 6994 1020

Da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00; chiuso lunedì.
sito: www.mercatiditraiano.it

www.lelioswing.com

““Lelio? Un portatore sano di smoking” così lo definisce Enrico Vaime. Ma anche musicista, showman, attore, scrittore, personaggio eclettico carico di umanità e di swing. Lelio Luttazzi ha traghettato da un secolo all’altro – con garbo e intelligenza – il suo sentire e fare musica, osservando con profondità di analisi i cambiamenti del mondo.
La mostra “LelioSwing 50 anni di storia italiana”– promossa da  Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Sovrintendenza Capitolina e dalla Fondazione Lelio Luttazzi – è l’omaggio a questo indimenticabile Maestro.

Una sezione è dedicata a Milano e Torino (1948-1952), quando Lelio si trasferisce a Milano e diventa direttore artistico della Compagnia Generale del Disco fondata da Ferruccio Ricordi (in arte Teddy Reno). Qui, con l’orchestra diretta da Lelio insieme alle voci di  Teddy Reno e Jula De Palma, incide centinaia di dischi. E le commedie musicali, il teatro.

Poi c’è Torino dove dirige, nel 1950, l’orchestra stabile della Rai, inventando uno stile musicale nuovo per l’Italia: l’orchestra d’archi ritmica. Anni raccontati da scritte al neon, pannelli con immagini d’epoca che ritraggono Lelio con Jula de Palma e Gorni Kramer, teche con reperti originali e un grande microfono da terra. E una chicca: la ricostruzione di un jukebox Wurlitzer del 1940, funzionante, con un meccanismo di selezione touch screen inserita nel vecchio modello che permette al visitatore di scegliere ed ascoltare in diretta i brani musicali di Luttazzi dell’epoca.

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Roma è al centro della terza sezione (1954-1970), la città dove Luttazzi si trasferisce appunto nel 1954. Le prime trasmissioni radiofoniche importanti come “Nati per la Musica” insieme a Gorni Kramer, “Il Motivo in maschera” con Mike Bongiorno e,  ancora, le commedie musicali. Poi il momento della tv in bianco e nero, indimenticabili  le regie di Antonello Falqui con Teatro 10 e StudioUno insieme a Mina, autore per cantanti di successo, Mina in primis, affiancando al pianoforte artisti come Ella Fitzgerald e Lionel Hampton. Impossibile poi non citare HIT PARADE, la celebre trasmissione radiofonica.

Un grande pannello riproduce la copertina del famosissimo 45 giri “La zebra a pois”, la canzone che ha attraversato tantissime generazioni fino ai giorni nostri. Non manca un salotto anni ’60, dove mettersi comodi e veder scorrere, in un autentico televisore d’epoca, un montaggio originale con frammenti dei principali programmi televisivi che hanno visto Lelio protagonista.

Passaggi anche sul momento cupo dell’errore giudiziario nel 1970, con uno schermo touch screen che permette di sfogliare i giornali del tempo e poi il ritiro dalle scene.

 

Sala Cinema. Le interpretazioni di Luttazzi in film come “L’Avventura” di Antonioni, “L’Ombrellone” di Dino Risi e molti altri. Le tante colonne sonore per i film di Mario Monicelli, Totò, Dino Risi, Luciano Salce, Sergio Corbucci. Un percorso raccontato con i manifesti originali dei film che lo hanno visto attore o compositore delle colonne sonore. Il Film “L’Illazione” scritto, diretto ed interpretato da Lelio Luttazzi, presentato in anteprima  al Festival Internazionale del Film di Roma nell’ottobre 2011 grazie al direttore artistico Piera Detassis e Rai5, in una serata–evento, alla presenza di tanti amici di Lelio: da Pupi Avati, a Pippo Baudo, al direttore di Rai5 Paolo Giaccio, alla scrittrice Camilla Baresani.

E due monitor a lup con materiali in visione.

 

Roma – Trieste (1970-2010). Il libro “Operazione Montecristo” scritto da Lelio, che diede lo spunto a Nanni Loy per  girare il film “Detenuto in attesa di giudizio” con Alberto Sordi.

E poi il rientro in radio con Umberto Broccoli nel programma “Con parole mie”, alla televisione con i suoi amici Pippo Baudo, Rosario Fiorello e Fabio Fazio. Il ritorno ai suoi concerti in trio nei quali Lelio amava suonare i suoi autori preferiti: Gershwin, Cole Porter, Hoagy Carmichael, Jerome Kern.

E il Festival di Sanremo nel 2009 con Arisa.

Fino all’ultimo concerto a Trieste il 15 agosto 2009 nella sua piazza Unità d’Italia, sotto le sue finestre, in un piazzale affollatissimo, un concerto in sestetto indimenticabile.

 

Importante e particolarmente curata anche la sezione multimediale della mostra: uno spazio con l’installazione interattiva “Play Lelio Swing”. Suggestiva e coinvolgente l’esperienza per il visitatore che, semplicemente alzando le braccia e simulando nell’aria il gesto di suonare sulla tastiera proiettata sul grande schermo di fronte a lui, attiva il meccanismo che gli permette di scegliere un ambito artistico tra jazz, canzoni e duetti, accompagnando Lelio nel video  che verrà trasmesso.

 

E poi oggetti, curiosità, reperti, come il pianoforte verticale primi novecento, il microfono radiofonico anni ’40 o il televisore Geloso anni ‘50/’60 restaurato, dischi di Rabagliati, i primissimi dischi preziosi della CGD, o la foto originale di Louis Armstrong che Lelio ha sempre tenuto accanto al pianoforte. Manoscritti, lettere, premi, oggetti personali.

 

A corredo della mostra, concerti, eventi e convegni, omaggi e ricordi per un uomo la cui vita straordinaria e le opere hanno attraversato più di 50 anni di Storia d’Italia, storia dello spettacolo e del costume.”Banner-Facebook

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