La Scarzuola

image001

La Scarzuola

Per prenotare la visita tel. 0763 837463

www.scarzuola.net

La Scarzuola : WIkipedia

MontegabbioneMontegioveLaScarzuola

Oggi vi proponiamo una meta insolita per una gita fuori porta.

Parliamo di Scarzuola, a Montegabbione, in provincia di Terni. Per meglio descrivere il luogo, vi riportiamo qui sotto un articolo apparso qualche anno fa sul Corriere della Sera.

«La metamorfosi di un uomo in una rovina pietrosa»: così l’architetto Tomaso Buzzi aveva definito la Scarzuola, «città ideale» da lui creata nel cuore dell’Umbria tra il 1958 e il 1978.

Il nome deriva da «scarza», la pianta palustre da cui si ricava la paglia per intrecciare le sedute delle sedie di campagna e, fino a pochi anni fa, per rivestire i fiaschi del vino.

Nome antico, che risale ai tempi di san Francesco d’Assisi, il quale, nel 1218, usò la scarza per costruirsi quassù una capanna. Mezzo secolo dopo vi fu eretta una chiesa denominata la Scarzuola. Nel 1956 la chiesa con annesso convento, fu acquistata da Buzzi che, in vent’anni di lavori, ha realizzato dietro il convento la sua «autobiografia» in pietra e al tempo stesso «un sogno dell’architettura che diventa realtà», come Vittorio Sgarbi ha definito la Scarzuola citandola nel suo recente Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri (Bompiani).

Per arrivarci, si esce a Fabro dall’autostrada del Sole e si procede verso Montegabbione e poi verso Montegiove.

Pochi chilometri e si entra in un mondo fuori dal tempo.

Lungo la strada, che si inerpica e ridiscende in mezzo a un mare di colline sepolte dai boschi, non si incontrano altre automobili, né abitazioni. Passato Montegiove, che si intravede sopra un’altura, una piccola targa con l’indicazione «La Scarzuola» avverte che bisogna deviare per un sentiero sterrato.

Ancora un paio di chilometri a passo d’uomo tra querce e castagni e appare un portone di ferro dal quale sbuca una corda appesa a una campana. Bisogna suonare un bel po’ e alla fine arriva un uomo alto, sulla cinquantina, con grandi occhiali scuri nonostante il cielo cupo. «Marco Solari», si presenta.

È lui che nel 1981, alla morte del prozio Buzzi, ha ereditato questo eremo fantasmagorico e da allora vive recluso dentro le mura merlate che tentano di arginare la foresta. È lui che, invece di far divorare dalla vegetazione le rovine della città buzziana, come aveva lasciato scritto l’architetto nel testamento, ha portato avanti il progetto, restaurando e aggiungendo, sulla base dei disegni recuperati nell’archivio del prozio.

E ora ha aperto al pubblico la Scarzuola (visite su prenotazione al numero 0763.837463).

Per introdurre alla sua città ideale, disegnata con un intrico di segni circolari, Buzzi ha usato il sistema della Wunderkammer, la camera delle meraviglie, a cui si accede, per accentuare lo stupore, da un tunnel quasi buio.

L’effetto è assicurato: riemergendo alla luce, davanti agli occhi si spalanca un immenso teatro all’antica che segue il declivio naturale della radura sul fianco della collina.

 «Il tempo, cioè la mia vita – scriveva Buzzi – s’è fatto pietra, costruzione, e le costruzioni si disperderanno nel Tempo».

– L. Colonnelli –

scarzuola

Annunci

2 pensieri su “La Scarzuola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...