I promessi sposi

collawebcartolina (Small)

I promessi sposi

Teatro Vittoria

Fino al 13 Aprile 2014

www.teatrovittoria.it

 

« Prestigiose, piccole creature, dotate fin dalla nascita dei favori delle fate, le marionette hanno ricevuto dalla scultura, la forma; dalla pittura, il colore; dalla meccanica, il movimento; dalla poesia, la parola; dalla musica e dalla coreografia, la grazia e la misura dei passi e dei gesti; infine, dall’improvvisazione, il più prezioso dei privilegi, la libertà di dire ciò che si vuole. »

Solo 9 persone a coordinare decine e decine di marionette, pupazzi in legno, stoffe pregiate, calzature raffinate, accessori peculiari che compaiono in scena a corpo intero, mossi a distanza dai maghi dei fili invisibili.

Per ogni “MarionettAttore” 10 sono i fili da coordinare ed in un susseguirsi di 16 quadri ecco a voi:I_promessi_sposi_-_2nd_edition_cover (Small)

In primo piano la copertina del 1840 e per sottofondo le delicate note di Amilcare Ponchielli.

Più che un teatro sembra di essere all’interno di un libro tridimensionale, una meraviglia nella meraviglia e sorpresa dopo sorpresa lo spettatore viene coinvolto in una storia lontana, letta contro voglia alle scuole medie e rivista in tv con il TRIO Solenghi, Marchesini, Lopez.

Ma ieri sera … … …

”Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni…”
evocava dolci ricordi, immagini della memoria riposte nella soffitta dei balocchi, paesaggi lontani dove la profondità è data da veli sovrapposti dai colori morbidi misti a suoni e a cori di storie antiche, sul palco il romanzo storico per eccellenza che si trasforma in una piccola fiaba dal lieto fine mentre fuori nel cortile del Lazzaretto si avvicina il temporale e la pioggia, come stelle cadenti, lava tutti i dolori.

_Cecilia

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