Matisse. Arabesque

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Matisse. Arabesque

Scuderie del Quirinale

Fino al 21 Giugno 2015

www.scuderiequirinale.it

 

Con la grande mostra Matisse. Arabesque le Scuderie del Quirinale presentano circa 100 opere tra dipinti, disegni e costumi teatrali riferiti all’intero arco della produzione artistica di Henri Matisse. Saranno riuniti capolavori provenienti dai più prestigiosi musei americani ed europei, con un contributo particolarmente rilevante del Museo Pushkin di Mosca e dell’Ermitage di San Pietroburgo le cui collezioni matissiane sono tra le più ricche e importanti al mondo.

 

La mostra racconta la fascinazione dell’Oriente negli occhi occidentali di Matisse, pittore rivoluzionario nella storia del Novecento, autonomo e distinto rispetto alle principali avanguardie storiche, lontano tanto dal rigore prospettico classicista quanto dalla decostruzione formale del cubismo, capace di concepire una nuova idea di spazio ispirandosi a modelli esotici di antica e fiabesca bellezza. L’esposizione ha l’obiettivo di mostrare come il motivo della decorazione coniugato sulle suggestioni orientaliste diventi per l’artista la ragione prima di una radicale indagine sulla pittura. Dai moduli decorativi di civiltà antiche e lontane, Matisse coglierà i principi di rappresentazione di una spazialità nuova che gli consentirà di superare la pittura intimistica di tradizione ottocentesca.

 

Capolavori assoluti come Ragazza con copricapo persiano (1915-16; Gerusalemme, Israel Museum); Zorah sulla terrazza (1912; Mosca, Museo Pushkin); Marocchino in verde (1912; San Pietroburgo, Ermitage); Pervinche-Giardino marocchino (1912; New York, MoMA); Paravento moresco (1917-1921; Philadelphia Museum of Art) descrivono la straordinaria capacità di Matisse di evocare mondi di antica e fiabesca bellezza attraverso l’invenzione di uno spazio pittorico ispirato alla tradizione decorativa nord-africana e medio-orientale; mentre opere altrettanto celebri come Ritratto di Yvonne Landsberg (1914; Philadelphia Museum of Art) o Fruttiera ed edera in fiore (1941; Torino, Pinacoteca Agnelli) rendono evidente come lo sguardo dell’artista si sia spinto all’osservazione di culture ancor più lontane e misteriose, come quelle dell’Africa centrale o dell’Estremo Oriente. La ben nota fascinazione dell’artista per il mondo della decorazione tessile è raccontata attraverso la sua collaborazione con i Balletti Russi; Matisse ha lavorato infatti ai costumi per il balletto Le chant du rossignol messo in scena nel 1920 dalla compagnia di Diaghilev con musiche di Stravinsky e coreografie di Massine.

 

Matisse. Arabesque si presenta come una rassegna completa e articolata di capolavori che con continui rimandi visivi a manufatti di culture figurative esotiche farà rivivere il fasto e l’eleganza di mondi antichi, esaltati dallo sguardo visionario, profondo e straordinariamente contemporaneo di un artista geniale come Henri Matisse.

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