David Douard. SO

Fino al 20 aprile al CURA.BASEMENT la prima personale in Italia dell’artista francese David Douard.

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L’artista interviene con un lavoro site-specific, attorno alla figura centrale di una scultura sospesa.Una figura antropomorfa, di cui si scorgono solo due gambe a mezz’aria, colta nel momento di scendere dall’alto o di saltare – ma di fatto appesa – che l’artista riconduce al fenomeno del suicidio soprattutto d’età adolescenziale.
L’immagine ambigua crea uno stato di incertezza rispetto alla scena cui assistiamo, un dispositivo ibrido chiamato a rispondere al tema del linguaggio, dell’interruzione del pensiero ma altresì alla possibilità che la parola e la conoscenza possano continuamente riprendere vita, attraverso un flusso ininterrotto tra la sfera della vita e quella della morte.

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SO, le due lettere che come i tasti di una macchina da scrivere sono impresse sulle suole della figura, trasmettono un tale senso di continuità. SO è la congiunzione utilizzata nel linguaggio comune all’inizio di una frase, intercalare che presuppone la successiva elaborazione di un pensiero. Ma enfatizza altresì una pausa, un passaggio, un punto tra un prima e un dopo.
Douard lavora spesso sugli interstizi: visibile e invisibile, presenza e assenza, qui e altrove. Che si tratti di un universo microscopico, cui egli allude in molti precedenti lavori legati all’assunzione di cibo o di acqua e alle insidie che essi nascondono, o come qui, del limbo spazio-temporale in cui emisferi diversi incidentalmente si toccano, si intersecano, si palesano.
L’artista rapporta così la presenza fisica delle proprie sculture a parole, concetti, versi e poesie che autori anonimi hanno messo liberamente in circolazione, in rete, sintetizzando in un immaginario di natura animista l’origine del pensiero e di tutte le cose, in quella sfera sospesa che gli oggetti inanimati attivano rispetto alla propria capacità di agire nella restituzione di un’immagine.

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Attraverso l’utilizzo di molteplici media che comprendono video, scultura, suono, testi, collage, Douard conferma così il suo interesse per la creazione di ibridi di genere e accorcia le distanze tra organicità e tecnologia, tra sedimentazioni archetipe –tortuosamente rimodellate, riformulate e proiettate in un immaginario futuro – e il senso intimo del presente, perennemente in bilico.
La mostra è parte di un progetto più ampio, che include la realizzazione del primo artist’s book di David Douard, pubblicato e prodotto da cura.books, che sarà lanciato ad aprile.

DAVID DOUARD è nato nel 1983 in Francia. Vive e lavora a Parigi. Tra le mostre personali recenti: Johan Berggren Gallery, Malmö, Svezia (2014); Mo’Swallow, Palais de Tokyo, Parigi (2014); )juicy o’f the nest, SculptureCenter, New York (2014). Tra le mostre collettive: Ernesto, CEAAC, Strasburgo, Francia (2014); L’Europe des Artistes, Astrup Fearnley Museet, Oslo (2014); The Great Acceleration, Taipei Biennial 2014, a cura di Nicolas Bourriaud, Tapei, Taiwan (2014); Geographies of Contamination, a cura di Vincent Honoré, Laura McLean-Ferris, Alexander Scrimgeour, DRAF, Londra (2014); Meanwhile… Suddenly And Then, a cura di Gunnar Kvaran, 12th Biennale de Lyon, Francia (2013). L’artista lavora con le gallerie Johan Berggren Gallery di Malmö e Galerie Chantal Crousel, Parigi.

Cura.Basement 7pm—9pm

Via Nicola Ricciotti, 4, 00195 Roma, Italia

ingresso gratuito

Telefono: +39 06 96039672

email: info@curamagazine.com

http://www.curamagazine.com/

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